Da una nostra collega riminese: “l’arenile di Rimini è un gruviera di stabilimenti balneari totalmente smontati”


285284_10200546940785533_849412703_nCome al solito nelle pause dal lavoro la mente inizia a girovagare nell’ambiente, portandoci a riflettere su tutto ciò che ci riguarda da vicino.
Passando in bicicletta sul lungomare, non possiamo non notare che ad oggi, salvo pochi incauti (o furbi, a seconda del lato la si voglia osservare), l’arenile di Rimini è un gruviera di stabilimenti balneari totalmente smontati, nell’affannosa ricerca di una chimerica regolarizzazione delle opere da reinstallare.
Come si è sempre puntualizzato da questa pagina, ad oggi la norma vigente non consente il riposizionamento degli stabilimenti stessi e di questo passo, essi si presenteranno nudi alla meta (pardon… alla stagione…).
Ripetesi: il fantomatico articolo 8 non è assolutamente in grado di risolvere i problemi, salvo quello, turisticamente marginale, dei campi da volley e da basket, lasciando totalmente in balia del destino le pedane, gli scivoli, i camminamenti per i disabili, le aree per l’animazione, i giochi di ogni tipo nonché i gazebo e le palestre.
Ripetesi: il problema attuale è sorto con l’approvazione del “nuovo” piano di spiaggia che, nella foga di ricerca del futuro (??!!??), veniva incautamente “arricchito” di un articolo che, pur se nato con le migliori intenzioni di preservare il “vecchio” dal “nuovo”, andava oltre le intenzioni e, successivamente si prestava ad essere interpretato come assoggettante ogni autorizzazione alla compatibilità al piano, anche se non fosse stato integralmente riformato lo stabilimento.
Ripetesi: i difetti del piano di spiaggia sono ormai di dominio pubblico, in quanto assolutamente inidoneo a creare quel percorso sportivo e del benessere che l’Amministrazione cittadina avrebbe pubblicizzato quale fine ultimo dell’innovazione dell’arenile.
Ripetesi: da oltre un anno, la categoria degli operatori balneari chiede, a gran voce, la completa revisione del piano dell’arenile, unico atto idoneo a dare avvio a quella spinta propulsiva, che tutti i gestori degli stabilimenti balneari sentono, da tempo.
Ripetesi: oggi il problema non è il futuro ma ieri, perché la stagione estiva 2013 è già ieri, nei tempi, per permettere ai bagnini di riallestire le proprie aziende, con quel minimo di servizi che gli consentano di reggere l’urto concorrenziale dei colleghi limitrofi.
RIPETESI: per fare quanto sopra, non esiste altro strumento se non quello di riportare l’attuale piano al proprio spirito originario, riconoscendo che l’applicabilità dello stesso e dell’articolo 10 siano cogenti solo al momento della realizzazione dei nuovi comparti. Esclusivamente seguendo quella via sarà possibile rimontare le dotazioni smontate.
Ripetesi: posto che ad oggi non esiste alcuna task force e che i tecnici e dirigenti investiti della questione sono esattamente gli stessi da 2 anni a questa parte, sarà necessario impostare una una procedura d’urgenza, che consenta di depositare tutte le domande alle quali i pur bravi e preparati tecnici e dirigenti del Comune di Rimini, dovranno far fronte in tempi record, per consentire agli stabilimenti balneari di montare, entro e non oltre la tassativa data dei primi giorni di maggio 2013.
Qualora da Palazzo Garampi si ritenga che non vi siano più i tempi tecnici per poter ritornare alle origini dell’articolo 10, si imporrà una corretta rilettura dello stesso affinché, in sintonia con le intenzioni manifestate al momento della sua stesura, si riconosca l’applicabilità delle norme del nuovo piano di spiaggia unicamente nel momento in cui il soggetto intenda realizzare il nuovo comparto.
Ma attenzione, non vorremmo che l’attuale buona volontà dell’Amministrazione si perdesse il giorno 26 febbraio 2013, lasciando nuovamente i balneari di Rimini in brache di tela, perché la spiaggia è un bene prezioso e vorremmo pensare che gli amministratori si siano finalmente resi conto che l’unico modo per poter fare fronte alla prossima estate ed al futuro (prossimo) sia mettere mano prima all’articolo 10 e poi all’intero piano.

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