Video: Berlusconi conferma il suo programma


berDa Antonio Smeragliuolo e Bettina Bolla

Nel video, che potete vedere cliccando sulla foto, il Presidente Silvio Berlusconi conferma di voler mantenere le promesse fatte in campagna elettorale.

Ci auguriamo che l’impegno preso da Angelino Alfano per voce dell’On.le Abrignani il 19 febbraio scorso (vedi articolo) in merito all’esclusione per i concessionari del demanio marittimo dalla Direttiva Servizi venga mantenuto alla stregua delle altre promesse elettorali.

Rassegna stampa

L’ITB Italia: riconosciuta tra gli interlocutori del Governo

Ignazio Abrignani puntualizza che il PDL tutelerà anche le attuali concessioni balneari

ITB Italia incontra Angelino Alfano

Incontro con Angelino Alfano: comunicato stampa di Assobalneari Italia

Beppe Grillo e gli attivisti 5 Stelle: urge instaurare un dialogo


DownloadedFile-1In questi giorni, come tutti del resto, siamo stati a guardare a riflettere sulla complicata situazione politica italiana e, noi come altri, siamo rimasti a guardare, cercando di capire.

Quasi certamente, e questo non dipende da noi, assisteremo all’ennesimo rallentamento nel trovare una soluzione ai nostri problemi. Il rischio di cadere di nuovo in infrazione, secondo alcuni, è dietro l’angolo, e questo aumenta la nostra necessità di trovare al più presto un interlocutore, che visto gli esiti delle elezioni, dovrà essere necessariamente Beppe Grillo, che si è espresso più volte contro la Bolkestein, contro l’Europa Padrona, i poteri forti e la mafia, sottolineando la necessità di sostenere le PMI italiane. Aspetti quest’ultimi condivisi da noi balneari. In una telefonata con Mariolina Menicucci, una nostra collega balneare (vedi testo) lui ha detto che bisogna convincere il popolo.

Ecco che l’esigenza di parlare con gli attivisti 5 Stelle diventa prioritaria.

“Bisognerà spiegare bene, dice Emiliano Favilla di Comitato Salvataggio e Turismo Italiano, che le ASTE non prevedono in alternativa spiagge libere laddove le piccole imprese, nel rispetto delle regole e dando servizi pubblici, sono state nella storia un modello turistico da salvaguardare e rappresentano un contributo all’economia del nostro paese importantissimo. Credo che così come siamo stati capaci di convincere la politica che c’era prima delle elezioni, se si ragiona con serietà anche con gli altri gruppi politici apparsi con queste elezioni, si possono trovare appoggi alla nostra giusta causa”

Della stessa opinione è anche Mauro Molari, della Cooperativa Bagnini di Cervia, candidato 16 in lista per Movimento 5 Stelle che giorni fa rispondeva ad un collega che gli chiedeva cosa avrebbe fatto da Senatore per le concessioni demaniali marittime:
“La mia posizione non è quella di futuro senatore, infatti essendo al numero 16 della lista, non c’è alcuna possibilità che io possa andare in parlamento. Salvo che non prendiamo percentuali bulgare. Sulla Bolkestein ho provato più volte a coinvolgere gli attivisti del movimento, ma sull’argomento, almeno a Cesena non c’è molto interesse. Quando mesi fa ho chiesto a Favia (consigliere regionale) di interessarsi alla questione, anche lui mi ha liquidato dicendomi di rivolgermi a quelli di Rimini. L’altra sera, invece, partecipando ad una riunione del movimento di Cervia ho trovato persone interessate. Ho spiegato loro che con le aste non ci saranno più spiagge libere, come molti pensano, ma soprattutto che con le aste le spiagge non saranno disponibili per i cittadini, ma che il nostro beneamato assessore regionale ha in mente di far posto a grossi gruppi, perchè ha in mente un modello di spiaggia che non prevede più piccole aziende a conduzione familiare. Gli ho fatto presente che ad oggi, non c’è più neanche un bagnino che ha avuto la concessione diretta dal demanio, ma tutti, chi prima o di recente, lo stabilimento l’hanno acquistato. Acquistato in base a leggi esistenti e con atti notarili, non sottobanco come può avvenire nella pratica per altre licenze. Addiritura ci sono persone, che hanno investito soldi di recente, per acquisto o rinnovamento, ipotecando la propria casa perchè lo stabilimento non viene accettato come garanzia dalle banche. Questi con le aste rischiano di perdere il lavoro e la casa. Quando si spiegano queste cose, i più capiscono bene la vicenda, ma bisogna raggiungere tutti uno ad uno.”

Queste posizione sono condivise anche da chi vi sta scrivendo, abbiamo visto che andare e parlare di noi dei nostri problemi, di ciò che sarà dopo di noi, cercando sempre più di sensibilizzare la politica, che negli anni si è dimostrata, anche attraverso i nuovi social media a sua disposizione, più vicina alle persone, al popolo. Non ci resta che prendere l’iniziativa ed andare a spiegare, a guardare la gente negli occhi. Noi lo faremo come abbiamo sempre fatto. Davanti abbiamo un interlocutore che, per definizione stessa del nome scelto, rappresenta il popolo, una libera associazione di cittadini. Chissà che non si apra un altro capitolo… Io sono fiduciosa

Da una nostra collega riminese: “l’arenile di Rimini è un gruviera di stabilimenti balneari totalmente smontati”


285284_10200546940785533_849412703_nCome al solito nelle pause dal lavoro la mente inizia a girovagare nell’ambiente, portandoci a riflettere su tutto ciò che ci riguarda da vicino.
Passando in bicicletta sul lungomare, non possiamo non notare che ad oggi, salvo pochi incauti (o furbi, a seconda del lato la si voglia osservare), l’arenile di Rimini è un gruviera di stabilimenti balneari totalmente smontati, nell’affannosa ricerca di una chimerica regolarizzazione delle opere da reinstallare.
Come si è sempre puntualizzato da questa pagina, ad oggi la norma vigente non consente il riposizionamento degli stabilimenti stessi e di questo passo, essi si presenteranno nudi alla meta (pardon… alla stagione…).
Ripetesi: il fantomatico articolo 8 non è assolutamente in grado di risolvere i problemi, salvo quello, turisticamente marginale, dei campi da volley e da basket, lasciando totalmente in balia del destino le pedane, gli scivoli, i camminamenti per i disabili, le aree per l’animazione, i giochi di ogni tipo nonché i gazebo e le palestre.
Ripetesi: il problema attuale è sorto con l’approvazione del “nuovo” piano di spiaggia che, nella foga di ricerca del futuro (??!!??), veniva incautamente “arricchito” di un articolo che, pur se nato con le migliori intenzioni di preservare il “vecchio” dal “nuovo”, andava oltre le intenzioni e, successivamente si prestava ad essere interpretato come assoggettante ogni autorizzazione alla compatibilità al piano, anche se non fosse stato integralmente riformato lo stabilimento.
Ripetesi: i difetti del piano di spiaggia sono ormai di dominio pubblico, in quanto assolutamente inidoneo a creare quel percorso sportivo e del benessere che l’Amministrazione cittadina avrebbe pubblicizzato quale fine ultimo dell’innovazione dell’arenile.
Ripetesi: da oltre un anno, la categoria degli operatori balneari chiede, a gran voce, la completa revisione del piano dell’arenile, unico atto idoneo a dare avvio a quella spinta propulsiva, che tutti i gestori degli stabilimenti balneari sentono, da tempo.
Ripetesi: oggi il problema non è il futuro ma ieri, perché la stagione estiva 2013 è già ieri, nei tempi, per permettere ai bagnini di riallestire le proprie aziende, con quel minimo di servizi che gli consentano di reggere l’urto concorrenziale dei colleghi limitrofi.
RIPETESI: per fare quanto sopra, non esiste altro strumento se non quello di riportare l’attuale piano al proprio spirito originario, riconoscendo che l’applicabilità dello stesso e dell’articolo 10 siano cogenti solo al momento della realizzazione dei nuovi comparti. Esclusivamente seguendo quella via sarà possibile rimontare le dotazioni smontate.
Ripetesi: posto che ad oggi non esiste alcuna task force e che i tecnici e dirigenti investiti della questione sono esattamente gli stessi da 2 anni a questa parte, sarà necessario impostare una una procedura d’urgenza, che consenta di depositare tutte le domande alle quali i pur bravi e preparati tecnici e dirigenti del Comune di Rimini, dovranno far fronte in tempi record, per consentire agli stabilimenti balneari di montare, entro e non oltre la tassativa data dei primi giorni di maggio 2013.
Qualora da Palazzo Garampi si ritenga che non vi siano più i tempi tecnici per poter ritornare alle origini dell’articolo 10, si imporrà una corretta rilettura dello stesso affinché, in sintonia con le intenzioni manifestate al momento della sua stesura, si riconosca l’applicabilità delle norme del nuovo piano di spiaggia unicamente nel momento in cui il soggetto intenda realizzare il nuovo comparto.
Ma attenzione, non vorremmo che l’attuale buona volontà dell’Amministrazione si perdesse il giorno 26 febbraio 2013, lasciando nuovamente i balneari di Rimini in brache di tela, perché la spiaggia è un bene prezioso e vorremmo pensare che gli amministratori si siano finalmente resi conto che l’unico modo per poter fare fronte alla prossima estate ed al futuro (prossimo) sia mettere mano prima all’articolo 10 e poi all’intero piano.

Armando Cirillo: le promesse del centro destra ai balneari non sono credibili


DownloadedFile-2Sul profilo fb di Armando Cirillo (PD), leggiamo questo:

“A pochi giorni dal voto la coalizione di centrodestra continua a diffondere dichiarazioni non credibili a sostegno delle imprese balneari per perseguire palesemente finalità elettorali. Prima di dire ciò che faranno per la categoria nel futuro, dovrebbero ammettere il fallimento del loro governo che non ha risolto i problemi ed ha creato solo confusione, basta ricordare il diritto di superficie di Tremonti . Perché i parlamentari del PDL, della Lega Nord, quelli confluiti in Fratelli d’Italia , non hanno chiesto in quattro anni al loro governo di riaprire una trattativa con la Commissione europea per difendere la categoria ? Adesso, in piena campagna elettorale, è semplice fare promesse. Non è giusto da parte del centrodestra utilizzare i problemi veri legati alle concessioni demaniali per fare campagna elettorale.Il Partito Democratico , come precisato nella Conferenza nazionale per il turismo del 31 gennaio, si impegnerà per tutelare e rilanciare gli investimenti in innovazione e qualificazione, riaprendo una trattativa con la Commissione europea per verificare la praticabilità di tutte le soluzioni emerse in questi anni dal confronto con le principali organizzazioni degli imprenditori. Per affrontare i problemi delle imprese balneari il futuro governo dovrà istituire uno specifico tavolo tecnico”

Emiliano Favilla: molto positivo l’incontro col presidente Enrico Rossi


DownloadedFile-1Di seguito il comunicato stampa di Emiliano Favilla in merito all’incontro col Governatore Enrico Rossi
“Venerdì scorso 15 febbraio, nel corso di una iniziative del PD Versiliese, insieme alla senatrice Manuela Granaiola ho avuto modo di parlare con il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi. E’ stata una buona occasione per riaffrontare la “questione” balneari. Rossi, prendendo la parola, ha sottolineato pubblicamente che ritiene gli attuali imprenditori balneari un fattore importante per l’economia della Toscana e nazionale. Rossi ha confermato che la regione Toscana sta varando una legge sulla “difficile facile rimozione”. Inoltre, secondo Rossi (visito che anche il PD a partire dal segretario nazionale Pierluigi Bersani ha preso a cuore le sorti delle imprese balneari) il prossimo governo si deve impegnare concretamente per andare in Europa a tutelare questa categoria.”

 

Noi alle accuse rispondiamo così…


logo finalissimoDi Bettina Bolla

Ieri su un gruppo di fb ci hanno accusate di essere schierate a favore del PDL. Noi rispondiamo con i fatti, contando dal 5 gennaio 2013 i post sul PDL, PD, Lega Nord, Centro Democratico, IO AMO L’ITALIA, FARE, MOVIMENTO 5 STELLE, FRATELLI D’ITALIA

PDL (26 POST)

PD (32 POST)

LEGA NORD (7)

CENTRO DEMOCRATICO (5)

IO AMO L’ITALIA (2)

FARE (3)

MOVIMENTO 5 STELLE (4)

FRATELLI D’ITALIA (3)

Tenendo presente che:

– abbiamo sempre citato i partiti che si occupano della questione balneare e non altri di cui non ci sono arrivate informazioni a riguardo

– in 3 post del PDL si criticava la scelta per la Liguria di avere scelto candidati esterni e non amministratori liguri che ben conoscono la nostra regione, la Liguria

– per quanto riguarda il PD abbiamo riportato fedelmente ciò che veniva detto, certo denunciando le uscite della CGIL, ma sempre dando una versione dei fatti obiettiva e distante

– abbiamo accolto e presentato per il CENTRO DEMOCRATICO i balneari che si sono candidati per il suddetto partito, non abbiamo fatto la stessa pubblicità a Barbara De Stefani (PDL Liguria) e, balneare, che forse meriterebbe, anche in virtù della preparazione che ha (Avvocato, ha fatto tesi di laurea sul Codice della Navigazione)

– bisogna poi ricordare che il PDL, a causa della rivoluzione nelle liste di cui siamo stati tutti testimoni, ha iniziato dopo la campagna elettorale e noi vogliamo essere libere di riferire nel modo più oggettivo possibile di incontri avvenimenti e altro, come finora ci sembra di aver fatto.

Mi sto impegnando moltissimo in termini di tempo e di denaro, per riempire i gap di comunicazione che ci sono purtroppo nella nostra categoria e che ci hanno portati fino a questo punto.

Questo nostro lavoro sul blog mi sembra che sia sempre dedicato a riportare i fatti come sono e a dar notizia degli eventi quando essi accadono. Permetteteci, visto che è in ballo il nostro futuro, di capire e di decidere chi votare. Al momento attuale anche noi non sappiamo, ergo non possiamo essere schierate.

Per vedere il PDF Articoli PDL, PD, LEGA NORD, CENTRO DEMOCRATICO cliccare sul simbolo di donnedamare 

Invece per IO AMO L’ITALIA, FARE, MOVIMENTO 5 STELLE, FRATELLI D’ITALIA cliccare QUI DI SEGUITO

Bettina Bolla Per Donnedamare

PIANO STRATEGICO PER LO SVILUPPO DEL TURISMO IN ITALIA… E IL MARE?


538210_479854725407322_527098398_nDi Bettina Bolla

Sul profilo facebook di ITB Italia abbiamo trovato e letto con interesse il post di Angelo Zerilli, Capitano di Vascello e candidato al Senato per Fare per Fermare il Declino nella regione Lazio ed esperto in ripascimenti costieri.

Abbiamo avuto una lunga e piacevole conversazione telefonica con lui e ci ha autorizzato a pubblicare questo importante intervento a commento del Piano strategico per lo sviluppo del turismo in Italia  vedi articolo. Siamo d’accordo con lui che oltre ad un Ministero del Turismo ci dovrebbe essere anche un Ministero del Mare, perché è un settore strategico importantissimo di cui vanno sfruttate tutte le potenzialità.
Roma 10 Febbraio 2013

“Il Consiglio dei Ministri, il 18 gennaio u.s.ha esaminato ed approvato il PIANO per il turismo 2013-2020.
E’ la prima volta che in Italia viene affrontato e portato a termine un lavoro di così ampio respiro, in un settore che dovrebbe rappresentare una assoluta eccellenza nazionale , mentre invece negli ultimi anni il mercato del turismo ha continuato a vivacchiare di rendita sui fasti passati.
Eppure, forse perché il PIANO ha preso in considerazione i numeri imponenti del turismo in tutte le sue forme, (un miliardo di turisti nel mondo nel 2012 con previsioni di raddoppio per il 2020), o forse perché il settore del quale mi occupo è erroneamente considerato di nicchia, il Turismo Balneare, la Nautica, la Portualità e la Croceristica, in altre parole IL MARE nel suo complesso, è stato preso in considerazione pochissimo nell’intero palinsesto del PIANO, e quelle poche volte solo per indicare che nell’ultimo decennio le forme di turismo ad esso legate hanno registrato un sensibile calo di presenze
Lo STUDIO, invece di indicare come valorizzare le oltre 7500 km di coste nazionali, ci ha ricordato che le Baleari hanno annualmente una presenza turistica di 11 volte superiore a quella della Sicilia, pur non potendo certamente vantare la valenza culturale, archeologica, ambientale ecc…. ecc… della nostra Isola maggiore.
Non vorrei pertanto che si registrasse anche questa volta nei confronti del settore, l’assoluto disinteresse mostrato negli anni passati dalle classi politiche che si sono succedute, disinteresse che per meri interessi di bottega regionale (oggi si chiama federalismo), è arrivato al punto di indire un referendum nazionale per abrogare il Ministero del Turismo nella Nazione – la nostra – che vanta l’80% dei beni culturali del mondo intero!! (quando si dice il Masochismo).
Ma torniamo al MARE. Il PIANO parla di turismo in tutte le sue forme: montano, golf, congressuale, città d’arte, ecc…. ecc….ma trascura il fatto che siamo nel bel mezzo del Mediterraneo, e, come detto, si dimentica di parlare di porti, di nautica, di traffico crocieristico, di porti turistici , infrastrutture queste ultime che, vista la cronica mancanza di collegamenti, ancora oggi regioni, rimangono gli unici punti di ingresso nei territori del nostro Sud che spesso sono fuori dalle rotte del turismo.
Ma lo sappiamo che Siracusa, la città d’Europa che vanta la maggior concentrazione di monumenti archeologici sia greci che romani dista oltre 80 km. dal più vicino aeroporto? che Gallipoli che vanta l’unico Rivellino d’Italia realizzato all’inizio del 1500 in mezzo al mare a protezione della città è altrettanto lontano dall’aeroporto di Brindisi ?? Addirittura anche da Trieste e dal suo Porto Vecchio asburgico con le ultime presenze di archeologia industriale d’Europa, per prendere un volo bisogna fare oltre 40 Km.
Poi forse sarebbe stato finalmente il momento di aprire un capitolo su di un problema che non si capisce se per trascuratezza nessuno parla mai: è il problema dell’EROSIONE COSTIERA. Sui famosi 7500 km. di coste, più della metà di quelle fruibili per la balneazione, sono in erosione. Lunghi tratti di spiaggia in Toscana, Lazio, Marche, Sicilia, in Veneto, ecc, negli ultimi anni sono letteralmente sparite senza che venisse determinato un modo univoco per contrastare questo fenomeno. Eppure uno Studio dell’Istituto Nomisma già dal 2004 ha indicato in circa 2000 euro/anno la perdita per l’economia dei piccoli comuni costieri che vivono di turismo balneare per ogni mq di spiaggia erosa. A conferma della forte incidenza del problema, i dati del Ministero dell’Ambiente ci dicono che negli ultimi 20 anni sono stati erosi circa 5 milioni di mq. di spiaggia, pari a 10 miliardi di Euro, cioè 1/3 della somma che si intende ottenere con lo Studio oggi approvato.Eppure l’unica difesa che siamo riusciti a pensare, è stato quello di effettuare gare di appalto milionarie per improbabili ripascimenti spot che mai hanno previsto monitoraggi e manutenzione successiva.
Da aggiungere alle “ dimenticanze “ di cui sopra, è certamente la questione della “PORTUALITA E DELLA NAUTICA ’” nel loro complesso. Non ci si ricorda più che una volta eravamo un popolo di santi e di navigatori, oggi non siamo più certamente un popolo di santi, e, dopo Schettino, neanche più un popolo di navigatori; in Italia non si può parlare di turismo e non menzionare i porti e le loro necessità di adeguamento ai pescaggi di navi ormai lunghe 300 metri, non citare le migliaia di croceristi provenienti da tutto il mondo che giornalmente sbarcano a Genova, Savona piuttosto che a Civitavecchia o Palermo; non parlare di Nautica dopo che siamo ( o forse eravamo fino ad ieri ) i primi costruttori al mondo di yacht oltre i 30 metri, in un’economia che già alla fine degli anni ‘90 il Censis indicava in grado di produrre 6 lire di moltiplicatore di PIL per ogni lira investita. Ma lo sappiamo che il proprietario di uno yacht spende ogni anno sul territorio il 6% del costo dell’imbarcazione? E noi siamo stati capaci di far fuggire in un solo anno 30.000 imbarcazioni!! Tutti gli altri Paesi del Mediterraneo ci stanno ringraziando, e questo è francamente troppo !
Infine la questione della Governance.
IL PIANO ha ben indicato la necessità di una gestione centralizzata del Turismo Nazionale nel suo complesso, ma forse per non scontentare troppo i rappresentanti regionali, nulla dice sulle enormi differenze normative esistenti tra Regione e Regione. Nella gestione del demanio marittimo, per esempio, il problema delle concessioni demaniali, a prescindere dalla necessità di chiarire definitivamente con l’Europa la questione della Direttiva Bolkestein, rimane viva l’enorme disparità di trattamento della durata delle concessioni: per la realizzazione di porti turistici, per esempio, alcune Regioni prevedono una durata massima della concessione di 20 anni, altre di 90 anni, con evidente disparità che influisce sui Piani Finanziarie delle Società che si prefiggono di realizzare e gestire tali strutture, e, successivamente sulle tariffe applicate all’utenza. Ma quale imprenditore privato investirebbe le decine di milioni di euro necessari per costruire un porto turistico sapendo che dopo 20 anni di gestione lo Stato se lo incamera ???
ECCO IL MOTIVO PER IL QUALE LA CROAZIA, LA CORSICA, LE BALEARI ECC. SONO PIENE DI IMPRENDITORI E DI BARCHE ITALIANE!!
In conclusione ho parlato della Nautica e della Portualità perché questo è il settore che conosco per averci lavorato per oltre 20 anni , in tutte le vesti e da tutte e due le parti della scrivania, prima come Responsabile della Portualità Turistica presso il Ministero dei Trasporti e della Navigazione e redattore insieme con altri della normativa nazionale di riferimento, e dopo come Consulente Aziendale.
Mi auguro infine che coloro che con il nuovo Governo saranno chiamati ad applicare materialmente questo STUDIO abbiano la voglia e il tempo per scendere maggiormente nel concreto e approfondire quanto in questo scritto è stato rappresentato.

Luca Marini sul Forum di Beppe Grillo: ognuno di noi può commentare


movIl post scritto da Luca Marini, presidente AFIB, è presente sul forum del Movimento 5 Stelle. Invitiamo ciascuno di voi a commentare e a chiedere un appuntamento con Grillo.

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Rimini: a pochi giorni dall’inizio della stagione 2013 i bagnini al lavoro per smontare le spiagge


riminiMilena Ricci segnala questo e scrive su facebook: “Voi non avete idea. Altro che Bolkestein. Questa mattina in spiaggia sembrava maggio. Tutti i bagnini in spiaggia a lavorare. non per montare ma per distruggere anni ed anni di lavoro”.

Questa a noi sembra persecuzione e anche poca capacità di alcuni amministratori a fare turismo… Sarà bello per i turisti vedere quello scempio sulla spiaggia? E soprattutto chi investirà di nuovo tra i balneari per comprare altre attrezzature con l’IVA al 22% e nessuna certezza per il domani.

Qui si sta perdendo il senso della realtà. Vi siamo vicini, se questo può servire a qualcosa.

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