Lara Comi sulla direttiva servizi: chiederà proroga di 30 anni e aste in due tempi


535861_503314176377720_466080254_nDa Stefania Matteini e Nicola Spinabelli

L’On.le Pizzolante e l’On.le Lara Comi sono a Rimini per incontrare i balneari per parlare di Bolkestein e direttiva concessioni. Sono presenti Annamaria Bernini, Debora Bergamini, versiliese. Assente Michela Vittoria Brambilla.

Noi non siamo potute andare, ma abbiamo inviato una donnadamare, Stefania Matteini, che avrà un incontro, finito il convegno, con l’On.le Lara Comi e l’On.le Pizzolante

Quello che è certo è che finora nessuno ha detto chiaramente “No Alle Aste”.

A parte l’intervento tutto a nostro favore della versiliese e balneare Debora Bergamini, l’On.le Lara Comi ha detto che non si potrà arrivare ad una deroga, ma cercare di ottenere proroghe, per avere tempi più lunghi per trattare e che per questo ci vorrà una forte volontà politica. A metà marzo, l’europarlamentare dice che avrà un incontro con Barnier, cui proverà a chiedere una proroga sul modello spagnolo dai 20 ai 30 anni, cercando di avere un uguale trattamento di quello concesso alla Spagna, ma che sarà molto difficile perché in Spagna ci sono investimenti di cittadini tedeschi e per quel motivo più tutelati. Parla di aste in due tempi e cioè chiederà anche che siano avviate fin dal 2015 le procedure di evidenza pubblica per le aree non in concessione e aste per gli attuali concessionari una volta scaduti i 30 anni.

Piero Bellandi, intervenuto, ha fatto presente che l’Italia manda già all’asta le concessioni nuove e che in Europa questo non lo sapevano.

A breve vi informeremo sull’intervento dell’On.le Sergio Pizzolante

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Mara Bizzotto: ulteriore interrogazione alla Commissione


DownloadedFile-1L’on. Mara Bizzotto ha presentato alla Commissione UE un’ulteriore interrogazione sulle nostre problematiche, in linea con le richieste che si stanno presentando da tempo.

La Commissione avrà 2 mesi per rispondere e attenderemo risposta.

 

Cliccare sulla foto per leggere il testo dell’interrogazione parlamentare

Risposta di Barnier all’interrogazione dell’Europarlamentare Cofferati


DownloadedFile-4Da Walter Galli 

Comitato Balneari Lazio

Risposta di Michel Barnier a nome della Commissione (4.2.2013)

 

 

Il quesito posto dall’onorevole parlamentare fa riferimento alla proposta spagnola di riforma della Ley de Costas. In base alle informazioni in possesso della Commissione, e come ha spiegato la Commissione nella sua recente risposta all’interrogazione E-10266/2012, tale periodo si riferisce all’indennizzo concesso ai legittimi proprietari di fabbricati ubicati sul litorale demaniale per la conversione dei loro diritti di proprietà in diritti di occupazione del suolo (le cosiddette “concessioni”) di durata limitata.

Scopo del progetto di riforma è migliorare la tutela delle zone costiere, assicurare una maggiore certezza del diritto e generare fiducia e sicurezza per i proprietari di alloggi ubicati sulla costa e per lo sviluppo delle attività economiche.

La Commissione è consapevole del fatto che diversi Stati membri regolamentano la concessione di licenze di occupazione del demanio costiero per attività private di servizi. Nella misura in cui le attività disciplinate dalla direttiva sui servizi sono contemplate anche dalla Ley de Costas, il periodo di validità della licenza dovrebbe essere tale da consentire un ritorno sugli investimenti effettuati da prestatori di servizi per l’esercizio della loro attività. Occorre altresì tener conto del fatto che le licenze concesse in applicazione della Ley de Costas non possono essere ulteriormente rinnovate. Per pronunciarsi sulla compatibilità della durata delle licenze con la legislazione unionale, la Commissione dovrà attendere che vengano adottate misure di esecuzione della Ley de Costas.

Barnier a Roma il 7 e l’8 febbraio: riunione presso il Ministero dello Sviluppo Economico


barnBarnier sarà in Italia la settimana prossima. Buono a sapersi… Chissà se oltre alla MPS parlerà di noi… visto che non abbiamo Ministero del Turismo, ed è molto probabile che le nostre vicende siano di competenza del Ministero dello Sviluppo Economico…

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Direttiva Concessioni & Co: notizie contraddittorie dai nostri europarlamentari


DownloadedFile-1In questi giorni abbiamo notato come le notizie che ci arrivano dall’Europa siano molto confuse e addirittura contraddittorie tra loro, dimostrando che purtroppo in Europa i nostri europarlamentari non hanno una stessa visione di ciò che accade, lasciando la nostra categoria, già molto confusa, nel più totale smarrimento.

Iniziamo dalla Direttiva concessioni e dai comunicati stampa e/o commenti dei vari europarlamentari

Roberta Angelilli (su facebook)

“Il 24 gennaio in Commissione Mercato interno del Parlamento europeo si é votata la Direttiva sulle Concessioni. Su tale Direttiva erano stati presentati degli emendamenti relativi alle “concessioni demaniali marittime ad uso turistico ricreativo” ma tali emendamenti non sono stati accolti poichè la Direttiva si applica ad altri settori, prevalentemente alle concessioni di lavori pubblici (infrastrutture, approvvigionamento idrico, strade a pagamento, fornitura di energia, trattamento dei rifiuti, ecc.)

Dalla lettura di questo suo post capiamo che le imprese balneari siano escluse fin dall’inizio dalla direttiva  concessioni

Andrea Cozzolino (vice-capodelegazione PD al Parlamento Europeo)

Durante la riunione di CNA a Pescara egli ha affermato che le concessioni balneari  siano escluse fin dall’inizio dalla Direttiva concessioni.

Carlo Fidanza (eurodeputato di Fratelli d’Italia)

Tale tesi è supportata dalle affermazioni di Fidanza che riportiamo “Fin dal giorno in cui la Commissione Europea ha pubblicato la nuova Direttiva Concessioni è stato chiaro che questa non avrebbe riguardato il nostro comparto balneare, le cui concessioni demaniali vengono considerate dall’Ue come autorizzazioni all’esercizio di impresa e sono quindi normate diversamente”

Diverse le posizioni di Claudio Morganti e di Lara Comi

Claudio Morganti Bruxelles, 18 gen – “A seguito delle dichiarazioni del collega Fidanza, ci tengo a precisare che io e i miei colleghi abbiamo presentato degli emendamenti alla Direttiva Concessioni, come richiesto espressamente dalle associazioni di categoria, per evitare che si venisse a creare un nuovo ‘capitolo’ Bolkestein”.

Lara Comi (AGENPARL) – Bruxelles, 24 gen – Questa mattina la commissione Mercato interno e Protezione dei consumatori (Imco) del Parlamento europeo ha adottato il testo della nuova direttiva europea sulle concessioni. Una nuova normativa che mira a fissare delle regole comuni tra gli Stati membri e ad avvicinare sempre più le diverse legislazioni presenti nei 27 Stati membri Ue. E che ha escluso i balneari italiani dall’ambito di applicazione. Nelle settimane scorse le associazioni di categoria avevano lanciato un allarme, in quanto vedevano, in questo nuovo provvedimento, penalizzante per gli effetti delle liberalizzazioni, un possibile e ulteriore ostacolo da superare se mai fosse stato applicato anche alle loro concessioni. Il testo dovrà essere adottato dal Parlamento europeo, presumibilmente in febbraio, che lo voterà in plenaria. 
“Abbiamo scampato il pericolo di estendere questa nuova normativa anche alle concessioni demaniali marittime italiane – afferma Lara Comi, eurodeputato del Pdl e membro della commissione Imco – attraverso una negoziazione politica con il Relatore francese Philip Juvin che si è reso molto disponibile verso la problematica delle spiagge italiane. Il risultato è stato quello di individuare delle definizioni di concessione, l’ambito di applicazione e lo scopo della direttiva in maniera tale da non ricomprendere le concessioni marittime italiane, inserendo inoltre un considerando ad hoc che indica chiaramente la loro esclusione”. 
Si tratta di un importante obiettivo che però non risolve completamente il problema delle concessioni italiane. L’articolo 49 del Trattato e la direttiva Bolkestein e la loro applicazione rispetto alle concessioni esistenti restano ancora dei punti su cui deve riaprirsi una trattativa politica al più presto.
“Per queste ragioni – conclude la Comi – per tenere alta l’attenzione, mi sono fatta portavoce di una delegazione di eurodeputati europei, che hanno condiviso con me questa battaglia, nel richiedere al commissario Barnier un incontro quanto prima per verificare tutte le possibilità per tutelare le 30 mila imprese balneari esistenti sul territorio italiano”.

Infrazione si/ Infrazione no? (in merito alla proroga dei 5 anni)

Roberta Angelilli (su Fb)

Tale proroga sembrerebbe aver incontrato l´approvazione da parte della Commissione europea, poichè da parte della stessa Commissione finora non ci sono stati rilievi negativi.

Andrea Cozzolino (riunione a Pescara)

Ci ha informato che la proroga delle concessioni al 2020 sarebbe oggetto di procedura d’infrazione

Un’ultima cosa da sottolineare è la seguente.

Sempre da FB, Roberta Angelilli dichiara:

“Dopo la bocciatura da parte della Commissione europea della proposta di proroga di 30 anni, lo scorso dicembre il Parlamento italiano ha approvato un emendamento al decreto legge sviluppo che prevede una proroga di 5 anni rispetto alla data limite del 2015, relativo alle concessioni demaniali.”

A quanto ci risulta, la Commissione europea non ha formalmente bocciato la proroga dei 30 anni. La proroga dei 30 anni è stata ridotta a 5 dalla commisisone bilancio del senato in Italia.

Federbalneari e Assobalneari Calabria: business plan per beneficiare di concessioni dai 10 ai 30 anni


marraI presidenti Papagni di Federbalneari e Marra di Assobalneari Calabria si complimentano con gli europarlamentari Comi, Angelilli, Baldassarre, Bartolozzi, Mazzoni, Morganti e Motti per il risultati ottenuti in merito alla direttiva concessioni, ma poi auspicano che il governo faccia partire fin da subito le procedura di evidenza pubblica per le aree non in concessione. Per quanto riguarda gli attuali concessionari, essi dovranno presentare entro il 2015 dei business plan, in base ai quali poter avere dai 10 ai 30 anni, subordinatamente agli investimenti fatti.

Per leggere l’articolo cliccare sull’immagine, per leggere l’articolo su Papagni, clicca qui

L’europarlamentare Roberta Angelilli fà chiarezza sulla direttiva concessioni


on.le roberta angelilli - europarlamentare

on.le roberta angelilli – europarlamentare

  • Dopo la bocciatura da parte della Commissione europea della proposta di proroga di 30 anni, lo scorso dicembre il Parlamento italiano ha approvato un emendamento al decreto legge sviluppo che prevede una proroga di 5 anni rispetto alla data limite del 2015, relativo alle concessioni demaniali.
  •  Tale proroga sembrerebbe aver incontrato l´approvazione da parte della Commissione europea, poichè da parte della stessa Commissione finora non ci sono stati rilievi negativi.
  • Occorre fare un chiarimento sul voto del 24 gennaio per sgombrare il campo da eventuali equivoci:
  • Il 24 gennaio in Commissione Mercato interno del Parlamento europeo si é votata la Direttiva sulle Concessioni. Su tale Direttiva erano stati presentati degli emendamenti relativi alle “concessioni demaniali marittime ad uso turistico ricreativo” ma tali emendamenti non sono stati accolti poichè la Direttiva si applica ad altri settori, prevalentemente alle concessioni di lavori pubblici (infrastrutture, approvvigionamento idrico, strade a pagamento, fornitura di energia, trattamento dei rifiuti, ecc.)

BALNEARI: MORGANTI (ELD), NOSTRE AZIENDE NON VALGONO MENO DI QUELLE TEDESCHE


morgantiPubblichiamo il comunicato di Claudio Morganti in merito alla decisione di concedere una proroga ad alcune imprese del settore dell’acqua, specialmente tedesche, permettendo loro di continuare ad operare nel mercato europeo.

Abbiamo quindi, dopo il caso Spagna, anche un altro paese europeo cui è stata concessa una proroga. Adesso sentiamo che altre scuse avranno in EU.

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Direttiva Concessioni: oggi si vota


DownloadedFile-1Ricordiamo che oggi, 24 gennaio 2013,  entro la mattinata, la bozza della Direttiva concessioni verrà votata dalla Commissione Mercato Interno. Dovremo poi aspettare il 20 febbraio per avere una votazione definitiva.

Ci auguriamo che tutto vada a finire bene e di essere almeno fuori da questa direttiva.

Comunque vadano le cose, noi siamo sempre dentro la direttiva servizi, che speriamo rimanga l’unica normativa di riferimento, costituendo già questa un grosso problema da risolvere per la nostra categoria.

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