Ilaria Piancastelli


FotoMi chiamo Ilaria Piancastelli, ho 40 anni e gestisco i Bagni Ausonia di Castiglioncello, una località situata a 20 km sud di Livorno in Toscana, e sono quindi una Balneare.
In realtà l’Ausonia vanta una storia ben più antica della mia, in questa caletta, fra alti e bassi, sono passati gli etruschi, i romani, la famiglia De’ Medici, fino ad arrivare ai circoli letterari dei macchiaioli. Vi ha vissuto alcune delle sue ultime estati Pirandello, è stata invasa dai tedeschi e poi liberata dagli americani, ha conosciuto il boom economico , ha visto il grande cinema, la “dolce vita”, gli attori i politici e chi più ne ha più ne metta!
Lo stabilimento vero e proprio è nato nell’ultimo decennio dell’ 800. All’inizio erano delle palafitte davanti all’esigua spiaggetta, dove i signori, divisi per sesso, facevano il bagno.
Le prime foto risalgono al 1897; spesso me le rivado a guardare perchè mi meraviglia sempre vedere come in questi anni pur cambiando tutto non è cambiato niente.
La storia della mia famiglia si lega inesorabilmente a questo luogo nel 1979, avevo 7 anni e ricordo ancora il primo giorno che ho visto l’Ausonia.
Non era certo uno dei suoi momenti migliori! Eravamo alla fine dell’inverno le mareggiate si erano mangiate la celebre spiaggia del “Sorpasso” di Dino Risi, gli attori sicuramente non c’erano più! I moli che prima erano protetti dall’arenile si trovavano letteralmente in mezzo ai flutti, e il vecchio proprieterio non ce la faceva più a reggere il passo delle stagioni balneari.
Noi naturalmente, non avevamo i soldi, mio padre, Sergio Piancastelli, aveva da poco avviato il suo studio di Geometri insieme ad atri 2 soci, e non fu facile per lui convincerli ne tanto meno trovare i soldi!!! Il debito che abbiamo contratto con le banche allora ce lo siamo portato dietro per almeno altri 20 anni.  Abbiamo gestito direttamente la spiaggia insieme al bar ristorante un locale che si chiama la “Lucciola” in onore della dolce vita degli anni 50 e 60.
 Nel frattempo provavamo a ripascere la spiaggia e a ristrutturare i moli esistenti. Abbiamo fatto  un pò di tutto, soprattutto sfruttando le competenze che mio padre ha, grazie al suo lavoro come geometra.
Purtroppo per la famosa spiaggia non c’è stato niente da fare, il nostro lavoro da solo non è bastato! Le amministrazioni che si sono susseguite nel comune di pertinenza (Rosignano Maritimmo), non si sono mai intervenute, erano più interessate alla realtà operaia della Solvey che al turismo balneare.
Solo ora ci si è resi conto che la fabbrica non ha portato tutta quella ricchezza che si credeva. Nell’era della globalizzazione, la multinazionale non investe più nelle struttura e nel territorio che la circonda come faceva prima, perchè il costo del lavoro non è più vantaggioso come in passato,alcuni comparti sono stati fortemente ridimensionati. Sembra che prima o poi si trasferirà all’estero!
Comunque sia è da quel ’79 che  4 mesi l’anno io, mio fratello Valerio (più piccolo di un anno), e i miei genitori ci trasferiamo in quella che tutt’ora considero la mia villa super lusso sul mare. Ma che in realtà non è altro che la vecchia direzione riadattata a dormitorio con delle brandine e un cassattone. Le mie estati le ho passete tutte lì, nel bene e nel male.
Nel bene perchè non c’è niente di meglio della vita di spiaggia (almeno per me!): ricordo quando invitavo la mia amica del cuore a dormire per una settimana al bagno. Le giornate che non finivano mai, le nuotate, i pomeriggi passati a strusciare i retini sui moli alla perenne ricerca di granchietti, le granite mangiate di nascosto a mia madre, il barman che mi insegnò a fare il mio primo caffè dietro il bancone. E poi le prime uscite con gli amici da sola, le feste la sera, le grigliate all’aria aperta.
Nel male perchè anche se piccola vedevo mio padre che finiva il lavoro in ufficio e veniva a dare una mano lì, mia madre che si alzava la mattina alle 7.00 per andare a letto alle 3.00 di notte. Da giugno a settembre perdeva regolarmente 10Kg. Vedevo le notti insonni dei miei genitori quando c’erano le mareggiate; quando il mare con la sua forza ti spaccava tutto quello che avevi costruito e sapevi che ti toccava riniziare da capo senza l’aiuto di nessuno. Nella nostra zona non è mai esistita assicurazione che ti risarcisca i danni subiti per il mal tempo, nè tanto meno ufficio comunale o demaniale!
Ho visto i miei genitori divorziare, litigare fino allo sfinimento ma continuare insieme nonostante tutto! Ed è stato allora che ho capito che quella vita si prendeva tutto, nel bene e nel male, e l’ho odiata per questo!
 Ci sono stati anni in cui sono stata lontana dai bagni. Avevo finito il liceo volevo provare l’università, mi piaceva la storia dell’arte, così per un paio d’anni ho temporeggiato alla ricerca di qualcosa che nemmeno io sapevo. Riflettendoci qualcosa ho trovato, mio marito, Claudio l’ho conosciuto in quel periodo!
Mia madre allora era sola con mio fratello come bagnino e fu deciso di affidare ad altri la gestione del ristorante. Per lei fù la cosa miglioreda fare!
A 22 anni ho definitivamente lasciato gli studi, senza rimpianto, e sono tornata al mare. Prima come bagnina part time, poi a tempo pieno dopo che mio fratello fece una litigata memorabile con mio padre per non tornare più! Strana la vita uno ritorna e l’altro se ne và!
All’epoca non lo credevo possibile sembrava amasse molto più di me questa vita, invece fu la sua fortuna. Ora ha una ditta sua che gli dà enormi soddisfazioni!
In quegli anni ho iniziato a capire cosa volesse dire lavorare davvero. Il rapporto con i clienti, la gestione dei conti, il districarsi tra i vari uffici(comunale, demaniale, la provincia, la capitaneria di porto, la finanza, etc. etc.) il mare che ogni tanto si mangia qualcosa, le banche alle quali continuiamo a chiedere prestiti. Perchè anche se non ti casca un molo tutti gli anni, devi comunque rinnovare la struttura per andare incontro alle esigenze che cambiano continuamente se vuoi essere competitiva sul mercato.
 Nel frattempo provavo come ogni figlia che lavora in famiglia ad affrancarmi dal controllo di mio padre. E se prima odiavo quella vita adesso l’amavo perdutamente!
 Mi sentivo adulta e piena di progetti per i bagni. Alla fine dell’estate del 2003 mi sposai! L’anno dopo ero incinta di 2 gemelli e mi accingevo alla mia ennesima stagione con il pancione.
Le cose sono andate differentemente da come me le ero immaginate, i miei bambini sono nati il 20 di luglio fortemente prematuri a 28 settimane! Hanno rischiato la vita e non ne sono usciti senza conseguenze. Pietro ha iniziato a camminare a 5 anni a avrà comunque bisogno di un’operazione alle gambe. Nicola è sulla sedia a rotelle ed ha anche altre problematiche.
Sembra un melodramma!!! ma non è così. Proprio i miei figli mi hanno insegnato che : “si chiude una porta e si apre un portone” .
Continuiamo a trasferirci tutte le estati al bagno; i bambini si sono adattati  così bene che il mare è diventato il loro mondo! Spesso mi dicono che ho partorito due pesci, io stessa mi stupisco dei loro progressi e delle loro risorse. I sacrifici non mancano; mio marito per esempio lavora a Livorno (incredibilmente il mio stipendio non basta). Va avanti e indietro per tutta l’estate e spesso di notte è costretto a fare anche da guardiano notturno sui bagni, perchè io lo sveglio anche al più piccolo rumore.
 D’altronde non è colpa mia se d’estate mi viene anche il super-udito!
 Non contenti nel luglio del 2007 è nato anche un fratellino Alfredo, mettendo in serio pericolo la capacità della villa super lusso!
E poi un bel giorno arriva quella maledetta legge europea dal nome impronunciabile, con tutto il suo carico di precarietà nalla quale ha gettato tutta la categoria dei balneari.
Da qui in poi sò che non vi racconto niente di nuovo, come tutti i miei colleghi mi trovo a combattere per quello che credo essere un diritto inalienabile dell’uomo… il lavoro.
Il lavoro che abbiamo sempre fatto e che ci ha reso una delle eccellenze dell’offerta turistica italiana.
Perchè nessuno mai mi potrà far credere che il progresso passa attraverso la distruzione di così  tante famiglie che lavorano duramente!!!
 E’ proprio la nostra storia a farci quello che ora siamo. Non saremmo uomini (figuriamoci italiani) se non ci ricordassimo il nostro passato, le nostre radici.
E le mie appartengono a questo luogo a questo mare….  Questa è la mia storia.

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