Marina Bagno Beppe


Marina Bagno BeppePubblichiamo la lettera aperta di Marina Bagno Beppe pubblicata da lei in data 29 novembre 2012, quando ancora le evidenze pubbliche erano fissate al 2015. Sottolineiamo, che avendo avuto solo 5 anni di proroga, le sue parole sono ancora valide… Cinque anni in più non fanno la differenza, il dolore c’è sempre e la sensazione che tutto ciò per cui hai sempre lavorato è a scadenza è sempre forte e dolorosa. Speriamo che queste parole facciano riflettere chi le legge e che diano la spinta agli indecisi di attivarsi nei prossimi impegni.

Di Marina Bagno Beppe

29 novembre 2012

“Questa data, questo giorno, è stato per me fonte inevitabile di riflessione… Febbraio ha 29 giorni una volta ogni quattro anni… E tra quattro anni sarà il 29 febbraio 2016…

Nessuno può avere la presunzione di conoscere il futuro, figuriamoci un lasso di tempo di anni… Penso però che tutti noi abbiamo nel nostro immaginario l’idea che saranno i nostri figli a sopravvivere a noi, come dovrebbe essere in natura. Da genitore non posso che sperare che i miei figli crescano sani e forti ed abbiano una vita lunga e felice. Sono un punto fermo del futuro, fino alla fine dei miei giorni.
Ebbene, io mi sento come se avessi una scadenza per cui uno dei miei figli non vedrà il famigerato 29 febbraio 2016… Una delle mie creature, la mia piccola azienda.
Partorita e cresciuta a fatica da decenni e da piú di una generazione. Un’attività sana, fatta non di numeri, ma di persone, di centinaia di storie che si sono accavallate e intersecate qui. Questo piccolo fazzoletto di mondo che per me e per moltissimi altri
significa tutto: casa, lavoro, futuro. Come può una persona vivere pensando che tutto questo possa avere una scadenza da un momento all’altro, una data di fine, the end, come nei film? ma questa è vita vera. Sto parlando di veri sacrifici, vere rinunce, vero lavoro, per costruire ciò che oggi è la mia piccola azienda.
Certo niente è per sempre, ed è logico che i fattori di rischio per cui un’attività potrebbe chiudere sono moltissimi, soprattutto in questo momento storico in cui tutte le economie sono al tracollo. Ma non posso accettare che il mio futuro sia spazzato via da una legge male interpretata da burocrati che non hanno intenzione né voglia di salvare migliaia e migliaia di famiglie, forse per mettere davanti i propri interessi. È veramente dura mantenere i nervi saldi e cercare di andare avanti… Altre quattro stagioni, come la pizza, dico io per sdrammatizzare. E intanto mi trovo a forzatamente a frenare ciò che ho sempre fatto, abbellire il mio bagno, la mia attività, certo per renderla più appetibile, ma soprattutto perché quando ami una cosa vuoi renderla sempre migliore e darle il massimo, proprio come succede con le persone.
È bene chiarire che gli eventi se da una parte smorzano il mio entusiasmo, dall’altra e mi rendono sempre più consapevole e combattiva… Farò tutto ciò che è in mio potere per salvare questa mia creatura e strapparla al furto del secolo.
Dal profondo del cuore auguro ai miei colleghi di tutte le regioni italiane, coi quali sto condividendo questo dramma, che le loro creature possano continuare a crescere sane e forti e che il 29 febbraio 2016 magari sorridano, ripensando a queste mie paure!”

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