Elena Mariotti


538559_4128576065444_158827876_nMi chiamo Mariotti Elena e sono titolare dello stabilimento balneare “Bagno Gorgona” diMarina di Pisa.La storia comincia molti anni fa’ il 1 luglio del 1876 quando ancora non esisteva il Bagno Gorgona.

La struttura esistente allora era una piccola spiaggia con una grande terrazza,ed in essa c’era una struttura chiamata Ospizio Marino praticamente un piccolo ospedale per bambini malati di tubercolosi.

Allora non esistevano farmaci per curare questo tipo di patologia e i medici constataronoche l’acqua di mare, il sole e l’aria era salutare per questi bambini malati. Purtroppo scoppiò la 2 guerra mondiale e nel maggio del 1944 durante la ritirata le truppe tedesche fecero saltare con le mine l’Ospizio Marino e sulla terrazza rimasero i resti dell’edificio distrutto.

In quel periodo lo zio di mio marito di nome Adolfo Rossi faceva il pescatore e viveva con la moglie, non avendo figli presero il nipote che era rimasto orfano. Allora ebbe la possibilità di avere in concessione la piccola spiaggia con la terrazza e da quel momento cominciò il grande lavoro per realizzare il suo grande sogno quello di costruire uno stabilimento balneare, che gli dette il nome Bagno Gorgona. Ma non fu facile, perché non aveva soldi e lui lo costruì poco per volta iniziando a togliere le macerie dall’ospizio marino con la carretta da muratore giorno per giorno costruendolo un pezzo per volta perché intorno alla terrazza voleva realizzare delle vasche con la sabbia per attrezzarle con sdraie e ombrelloni ed ogni anno ne costruiva una.

Ma sono passati anni prima di arrivare alla conclusione ed avere realizzato quello che lui voleva.Nel frattempo io sposai suo nipote e diventammo una famiglia unita.

Purtroppo ebbi la sfortuna di aver avuto un figlio disabile dalla nascita affetto da tetra paresi spastica, perciò sulla sedia a rotelle mio zio gli voleva un gran bene e per consolarmi mi rassicurava che potevo stare tranquilla che avrei avuto lo stabilimento balneare. Mantenne la promessa e quando morì io diventai la Titolare. Passati pochi anni anche la zia venne a mancare e subito dopo morì anche mio marito di tumore.

Perciò rimasi sola con il figlio disabile di 20 anni e la figlia di 16, mi feci coraggio ed insieme a mia figlia ci prendemmo la responsabilità di gestire lo stabilimento balneare con l’aiuto dei bagnini, andammo avanti così per diversi anni con l’aiuto anche di Stefano il marito di mia figlia Patrizia molto bravo ed un gran lavoratore, per noi un grande aiuto. Finalmente avevamo trovato la serenità.

Purtroppo non finisce qui perché il 3 gennaio del 2003 si sviluppa un grosso incendio e lo stabilimento balneare venne tutto distrutto, si brucio cabine, bar, ombrelloni, tutta l’attrezzatura praticamente non rimase niente. In quel momento pensai che fosse tutto finito quei giorni furono terribili per noi, ma come sempre ci venne la forza di reagire e con grande coraggio decidemmo di ricostruire lo stabilimento balneare. Con l’avvocato riuscimmo ad avere un piccolo risarcimento dall’assicurazione, ma in confronto al danno subito fu veramente poca cosa, perciò facemmo un mutuo con la banca e con i pochi risparmi che avevamo riuscimmo di nuovo a ricostruirlo tutto completamente di legno, e devo dire, più bello di prima.

Stefano ebbe l’idea di fare costruire un solarium sopra alle cabine per mettere lettini e ombrelloni, i nostri clienti furono molto entusiasti perché potevano prendere il sole nei lettini e godersi un bel panorama.

Devo dire che oltre ai sacrifici c’è anche una grande soddisfazione perché una buona parte dei nostri clienti frequentano il Bagno Gorgona da 30 anni e fra noi c’è una grande amicizia e affetto.

Certo non potevo immaginare allora del problema della Bolkestein tutti i sacrifici sono stati fatti pensando al futuro di mia figlia e suo marito Stefano che hanno due figli da crescere, non certo per regalarlo a qualcunaltro e per di più tutto bello sistemato.

Quando scadrà la concessione mia figlia e mio genero avranno 48 anni e si troveranno senza lavoro e con due figli da mantenere. Io spero che i nostri politici si rendano conto della grave situazione e trovino il sistema per risolvere questo problema.

Sono arrivata all’età di 77 anni ed ho visto tante mareggiate con le quali ho dovuto sempre combattere nel corso degli anni subendo anche grossi danni sia nel periodo estivo che in quello invernale che sommate alla manutenzione ci hanno sempre impegnato sia finanziariamente che fisicamente che come tutti sapete e il grosso di noi balneari,ma quello che mi ha sempre spinto ad andare avanti sono state le belle giornate di sole trascorse insieme ai nostri villeggianti.

Con pieno diritto mi sento a tutti gli effetti una vera donna Damare.

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