Stefania Matteini


bellacoppiaPubblichiamo la storia di Stefania Matteini, balneare di Lido di Spina a Comacchio. Per ironia della sorte ha iniziato la sua avventura nel 2006, anno in cui la Bolkestein, profondamente emendata rispetto alla proposta originaria, è divenuta la direttiva 2006/123/CE.

La mia storia incontra quella del Bagnolido nel 2005.
Dico incontra perche’ il Bagnolido c’era già da un bel pezzo; molti dei clienti attuali ma allo stesso tempo storici del Bagno tramandano ed assicurano che il medesimo fosse lì con loro da secoli, millenni, anzi da prima che ci fosse il mare.
Mio marito ed io da un pò meditavamo di intraprendere un’attività del genere, il lavoro in negozio nella nostra Bologna non aveva più un futuro (avevamo una piccola drogheria), da qualche anno ci guardavamo intorno, e un amico che si era già buttato da qualche anno in questa attività assieme alla sua famiglia ci aveva spiegato e insegnato tante cose, quelle belle e quelle brutte di questo lavoro che ti consuma ma che ti appassiona.
Abbiamo saputo di diversi stabilimenti in vendita (alla faccia di chi parla di lobby e di mancata concorrenza) e per farla breve ci siamo imbattuti nel Bagnolido a Lido di Spina a Comacchio, e per me è stato un colpo di fulmine: quando l’ho visto per la prima volta mi è sembrato un disegno bellissimo in bianco e nero a cui dare colore.
La gestione precedente, sempre familiare, che per anni aveva fatto e dato tanto, non ce la faceva più  e, per motivi personali, doveva mollare.
Ora il nostro sogno doveva fare i conti con la realtà, non ci potevamo permettere di fare un salto nel buio, con una figlia che allora aveva 5 anni; lasciare il certo, per quanto modestissimo, per buttarci nell’incerto, nel nuovo e sconosciuto. Tante cose su cui riflettere prima di tentare, tanto per cominciare si trattava di trasferirsi da Bologna a Lido di Spina, ma non per sempre, la scuola della bimba e la nostra vita rimane a Bologna, quindi io e lei ci saremmo dovute stabilire al mare (io per lavorare) per i tre mesi estivi più i vari avanti -indietro nei fine settimana primaverili e di settembre; mio marito invece avrebbe dovuto stare al Bagno 6 mesi piu’ altri avanti-indietro (perché si sappia che gli stabilimenti ti fanno lavorare anche d’inverno e gratis, anche quando tutti pensano che tu sia alle Bahamas). E così funziona tutt’ora.
Ma soprattutto fare i conti con la realtà significava trovare i soldi per acquistare il Bagno, tanti, tantissimi soldi, cifra per noi inavvicinabile, impossibile anche dopo la vendita della drogheria. Perciò solo la forza, la fiducia, il coraggio e l’aiuto concreto (in denaro e mano d’opera) di una famiglia più ampia alle spalle ha potuto permetterci di realizzare questo sogno, e parlo soprattutto di genitori ma anche di nonni, zii, e forse dimentico qualcuno. E tutti questi purtroppo non sono riusciti a farci evitare il ricorso al prestito anche della Banca. E questo per dare un’idea della complessità dell’operazione.
Così, nel 2006, è iniziata la mia, la nostra avventura al  Bagnolido, l’avventura di una famiglia intera perché ci lavoriamo tutti per fare funzionare le cose, ognuno come può: cucina, bar, spiaggia, manutenzione, idee… ma tutti con una grande passione e con lo stesso obiettivo: fare le cose per bene; e devo dire che per fortuna questo è stato apprezzato e premiato anche dai clienti che dicono di continuare a sentirsi a casa, a stare bene lì con noi d’estate.
Non mancano le soddisfazioni ma le difficoltà, gli imprevisti, i momenti bui sono stati e continuano ad essere tanti, soprattutto a causa dello Stato, in tutte le sue manifestazioni (regione, comuni, enti vari) che se può ci ostacola in ogni modo e ci tratta come un limone da spremere non come una risorsa da tutelare e incentivare , e che adesso addirittura accetta di venderci all’asta al miglior offerente.
E noi cosa facciamo? Intanto un figlio in più e continuiamo a lavorare allo stesso modo, stessa fatica, stessi sacrifici, stessa passione, stessi debiti, molta amarezza, sperando che qualcuno tra quelli che decidono le sorti degli altri si accorga della situazione in cui si trova il settore e che faccia qualcosa di concreto per risolverla.

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