Donnedamare: quanti pregiudizi verso la categoria? di Barbara La Rosa


Testo di Barbara La Rosa di www.empatiadonne.it

Nuovo logo donnedamare

Donnedamare http://www.donnedamare.it nasce per rappresentare le donne della balneazione italiana con l’intento di denunciare i danni causati dal governo italiano nei confronti delle imprese balneari –gestite prevalentemente da donne, molte delle quali si tramandano da generazioni gli stabilimenti – che, a causa dell’errato recepimento della direttiva servizi, meglio conosciuta come Bolkestein, vedono a rischio migliaia di imprese e posti di lavoro.

Il Governo italiano, a differenza degli altri Stati europei che hanno prorogato per almeno 30 anni le concessioni, ha concesso solo 5 anni ai balneari italiani, un tempo troppo limitato se si pensa ai mutui altissimi che i/le titolari delle 30.000 imprese italiane hanno dovuto richiedere al fine di avviare, proseguire e rinnovare la propria attività.
Il blog raccoglie testimonianze, commenti, storie di vita delle donne balneari e delle proprie famiglie, con l’intento di dar voce ad una categoria colpita spesso da pregiudizi. Storie semplici, scritte col cuore che possano arrivare al cuore di molti.

“I balneari non sono, come spesso si pensa, una lobby di ricchi affaristi che gestiscono territori demaniali, bensì lavoratrici e lavoratori che hanno investito tutto il proprio patrimonio nella valorizzazione del territorio turistico italiano – ha affermato la referente di Donne D’A-Mare, Bettina Bolla – Purtroppo, il pregiudizio che esiste nei nostri confronti è culturale, noi siamo da sempre visti come sfruttatori di un bene pubblico, una nostra collega di Ostia racconta di essere stata soprannominata una “venditrice d’ombra”, accusata quindi di ricavare guadagno dal nulla. Nessuno ha mai cercato o provato a vedere tutto sotto un’altra prospettiva. Si, usiamo un bene pubblico, ma lo facciamo perche ci sono norme stabilite dallo Stato, che ci permettono di farlo e soprattutto a questo bene pubblico abbiamo apportato negli anni un beneficio attraverso la bonifica prima e in seguito attraverso il continuo miglioramento di esso, che va da opere importanti a difesa delle coste contro l’erosione, fino alla semplice pulizia dell’arenile. Ci sono zone in Italia che andrebbero riconvertite ad aree turistico-ricreative per combatterne il degrado. Bisogna ricordare che degli 8500 km di costa totali, solo 2500 sono occupati da stabilimenti balneari, che in molti casi servirebbero, dove ancora non esistono, a portare a nuova vita zone degradate, dando ad esse e, giocoforza anche a chi vi abita, nuove risorse”.

“Gli ambientalisti – ha proseguito Bettina Bolla – ci accusano a mezzo stampa di essere cementificatori senza alcuno scrupolo, ma non sanno o fanno finta di non sapere, che esistono regole severe stabilite dagli stessi enti locali, attraverso gli uffici edilizi preposti, a cui noi dobbiamo fare riferimento, pena la revoca della concessione e il pagamento di multe altissime (articolo 37 Legge finanziaria 2007)”.

L’errata applicazione della “Direttiva Bolkestein” creerà un’emergenza sociale senza pari, un forte squilibrio economico. Danneggerà non solo gli stabilimenti balneari, ma anche tutte quelle attività che sostituiscono l’indotto: pensiamo ai fornitori, molti dei quali sono stati costretti a licenziare personale e addirittura a chiudere. Senza garanzie di lungo periodo le aziende balneari non investono più e non rinnovano le proprie attrezzature, non assumono personale o rilanciano la propria attività..
Ad essere toccati dalla carenza normativa: ben 60mila donne imprenditrici balneari, di cui 30mila sono giovani. Ricordiamo, ad esempio, che in Spagna l’IVA per il turismo era ancora pari al 18% nell’estate appena trascorsa. Anche in quel caso il governo spagnolo di Mariano Rajoy ha assunto un atteggiamento protezionistico nei confronti del settore del turismo, temporeggiando ad approvare un aumento dell’IVA, per lo meno fino alla fine dell’alta stagione. Questo per evitare una cattiva immagine ai turisti relativa al rincaro prezzi improvviso dei servizi e prodotti. Per i servizi in spiaggia, cioè per gli stabilimenti balneari spagnoli, l’IVA è passata dall’8 al 10%. Per gli stabilimenti balneari italiani l’IVA è al 21% e passerà al 22% a luglio. Un pò di discrepanza, vero? Fonte http://travelling.travelsearch.it/2012/06/13/turismo-e-iva-la-spagna-chiede-allue-di-alzare-liva-dopo-la-stagione-turistica/50944

“Non ci può essere un’Europa a due velocità. Il 2013 è l’anno europeo del cittadino e uno dei suoi obiettivi è far crescere l’occupazione femminile tra alti livelli imprenditoriali, ma se l’Ue non interviene sul governo italiano i posti di lavoro anche delle donne saranno a rischio – ha concluso Bettina Bolla – Tutte queste discrepanze, che da noi donne balneari sono vissute come ingiustizie, non possono coabitare in un’UE che è per definizione a tutela delle donne. Per questo motivo vanno denunciate, anche attraverso l’unione e la coesione di noi balneari. Tutto è iniziato con l’appello che un balneare ha fatto alle donne del settore di denunciare la violenza che lo stato sta perpetrando nei nostri confronti, poi l’incontro con la Palombelli, giornalista da sempre attenta e impegnata per difendere i diritti delle donne e con il Presidente della Provincia di Savona, Angelo Vaccarezza, da sempre in prima linea sul tema. Non ultimo l’accanimento mediatico sulla categoria dei balneari quando e’ stata presentata la proposta di una proroga trentennale. Tre avvenimenti che apparentemente non hanno un filo conduttore, ma che se considerati applicando il principio di causa ed effetto hanno senso, o lo hanno”.

Il blog Donne D’A-mare, che ha già nel suo titolo un gioco di parole che sottintende l’obiettivo che si vuole perseguire, cioè quello di dare una diversa prospettiva di lettura del problema balneare e scardinare man mano i pregiudizi nei confronti della categoria.

Per ulteriori informazioni consultare il sito: http://www.donnedamare.it

RASSEGNA STAMPA:

L’errata applicazione della Bolkestein sta portando al fallimento imprese e famiglie

Lettera di donnedamare a SE NON ORA QUANDO (SNOQ)

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Domani le donne del Mondo ballano… anche a Savona


DownloadedFile-1APPELLO ALLE BALNEARI DELLA PROVINCIA DI SAVONA: domani si balla per ONE BILLION RISING, contro la violenza sulle donne anche a Savona alle 16,30 in piazza Sisto IV.

Non mancate le Donnedamare ci saranno.

L’iniziativa savonese – che ha il patrocinio di Assessorato a Politiche Giovanili, Eventi, Università e CED, Assessorato a Pari Opportunità e Assessorato ai Quartieri del Comune di Savona – è promossa da UDI Unione Donne in Italia Gruppo Savona.

Dichiarano gli Assessori Elisa di Padova e Isabella Sorgini: “Si tratta davvero di un’ottima iniziativa, della quale ringraziamo UDI e tutte le altre associazioni, partiti, enti in campo, che porta a Savona in contemporanea con tutto il mondo una manifestazione per dire no alla violenza sulle donne, tema attualissimo da affrontare anche in questo modo, fuori dagli schemi e speriamo molto partecipato”.

Abbiamo parlato con gli organizzatori e la maglietta da bagnina va bene!!! E’ rossa!!!! Non ci resta che andare e ballare!

I video delle donnedamare: “un paese per donne le parole per dirlo”


DownloadedFileSnoq nazionale sta promuovendo una campagna video dal Titolo “un paese per donne le parole per dirlo”. Potete fare un video di 2/3 minuti e dire anche voi le vostre istanze e mandarlo a senonoraquando.

Se andate QUI troverete tutte le informazioni per farlo.

 

 

I VIDEO SI CARICANO IN MODO SEMPLICISSIMO SU we transfer dove potrete mettere l’indirizzo materiali@senonoraquando.eu e anche il nostro donnedamare@gmail.com. 

Ogni giorno repubblica.it ne pubblica uno, i video verranno anche pubblicati sul sito SNOQ e anche su donnedamare, dove troveranno spazio solo i video delle donne balneari.

Lettera di donnedamare a SE NON ORA QUANDO (SNOQ)


donnedamare@gmail.comVogliamo condividere con voi la lettera che abbiamo scritto a Se Non Ora Quando (SNOQ), un gruppo di donne diverse per età, professione, provenienza, appartenenza politica e religiosa. Raccoglie appartenenti ad associazioni e gruppi femminili, donne indipendenti del mondo della politica, dei sindacati, dello spettacolo, del giornalismo, della scuola e di tutte le professioni.

 

Se Non Ora Quando è un movimento trasversale, aperto e plurale, che organizzerà il flash mob che vedrà coinvolte moltissime donne in tutte le piazze del mondo per dire no alla violenza di genere.

Ci è stato chiesto da una delle organizzatrici di inviare la nostra denuncia allo SNOQ nazionale e, siccome, donnedamare ha l’onore di rappresentare tutte voi, ci sembra giusto condividere con tutte le donne balneari la nostra lettera.

Ecco ciò che abbiamo scritto:

“Donne D’A-Mare https://donnedamare.wordpress.com/ nasce con l’intento di denunciare la violenza perpetrata dal governo italiano nei confronti delle donne balneari che, a causa di un’errata applicazione della direttiva servizi, meglio conosciuta come Bolkestein, si vedono scippate del loro diritto al lavoro e giocoforza della loro dignità di donne e di madri. Il blog è un contenitore di storie di vita con l’intento di dimostrare che i balneari non sono una lobby, ma bensì persone, escluse dal mondo del lavoro, che hanno dovuto inventarsi un’occupazione, investendo se stessi e il loro denaro in imprese che ora lo stato reclama.

Ora l’errata applicazione della “Direttiva Bolkestein” creerà un’emergenza sociale senza pari, un forte squilibrio economico. Danneggerà non solo gli stabilimenti balneari ma anche  tutte quelle attività che operano in regime concessorio e che insistono sulle aree demaniali e ha già danneggiato tutte quelle aziende che costituiscono l’indotto, pensiamo ai fornitori, molti dei quali sono stati costretti a licenziare personale e addirittura alla chiusura.

Tale Direttiva, contro i dettami della stessa Comunità Europea, stravolgerà la tutela del diritto di garantire la salute e il benessere dei lavoratori e il lavoro fino ad ora svolto dagli imprenditori italiani i quali hanno sempre investito molto nella loro attività sia in termini di opere realizzate, che in termini di professionalità, che in termini economici, contribuendo a far crescere, anche in un momento di forte recessione, l’economia del Paese.

Non dimentichiamoci poi che tra gli imprenditori balneari ci sono anche moltissime donne. I numeri sono altissimi 60mila donne sono imprenditrici balneari, di cui 30mila sono giovani.

Non ci può essere un’Europa a due velocità. Da una parte si cerca di tutelare le pari opportunità e di far crescere il numero di donne imprenditrici e dall’altra si vuole togliere il lavoro a 60mila donne.

Il 2013 è l’anno europeo del cittadino e uno dei suoi obiettivi è far crescere il numero delle donne impiegate agli alti livelli imprenditoriali. Far crescere vuol dire anche mantenere I posti che attualmente ci sono.

Tutte queste discrepanze che da noi donne balneari sono vissute come ingiustizie non possono coabitare in un’UE che si è per definizione a tutela delle donne e per questo motivo vanno denunciate, anche attraverso l’unione, la coesione di noi donne balneari, per denunciare questa grande ingiustizia”

 

Donnedamare per il sociale: “Break the Chain” a Genova


one billion risingda Vicki Ratto

Questa mattina abbiamo letto di un’iniziativa promossa da SNOQ (se non ora quando) Genova, che organizzerà a Genova un Flash Mob per ballare contro la violenza sulle donne.

L’evento locale si colloca all’interno di un’iniziativa internazionale che si chiama ONE BILLION RISING e riunirà 1 miliardo di persone in tutto il mondo contro ogni forma di violenza sulle donne.

E’ da tempo che volevamo dare una “valenza” sociale a donnedamare. La mission del nostro gruppo è denunciare la violenza che il governo italiano sta perpetrando nei nostri confronti, non permettendoci di avere una prospettiva di lavoro duratura e togliendoci così la dignità di donne e di madri.

Credo che adesso sia venuto il momento di scendere in piazza oltre che per difendere il nostro diritto, sacrosanto, al lavoro anche di denunciare la violenza sulle donne (1 donna su 3 è vittima di abusi)

Naturalmente chiediamo alle nostre donnedamare che cosa ne pensano e chiediamo ancora una volta l’aiuto di tutte quante… Sarà un’altra occasione per incontrarci e unirci ancora di più!

La maglia rossa la abbiamo e il cuore grande anche! 

Naturalmente per saperne di più, cliccate sulla foto

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Inoltre ho contattato l’organizzatrice chiedendo se potevamo unirci e mi ha risposto questo:

“Certo che potete unirvi e ballare con noi. Venite numerose in Piazza de Ferrari!  . 

Fondamentalmente ora è necessario esserci e fare passaparola e portare tanta gente uomini e donne a ballare. Più saremo e più forza avrà l’evento.

Un caro saluto ci vediamo in piazza e continuiamo a fare rete e portare le nostre istanze.

A questo proposito vi informo che snoq nazionale sta promuovendo una campagna video dal Titolo “un paese per donne le parole per dirlo” se andate sul sito www.senonoraquando.eu trovate tutte le informazioni. Potete fare un video di 2/3 minuti e dire anche voi le vostre istanze e mandarlo al senonoraquando. Ogni giorno repubblica.it ne pubblica uno. E anche sul sito viene pubblicato e dunque anche se non molto è comunque un modo per parlare delle diverse esigenze delle donne”

Cliccare sulla foto in basso per visualizzare la locandina

ribellati e danza

 

ABBIAMO BISOGNO URGENTEMENTE DI SAPERE COSA NE PENSATE, LASCIATE COMMENTI QUI O SU FB!

QUESTO E’ L’EVENTO DI DONNEDAMARE SU FB PER BREAK THE CHAIN – CLICCARE SE PARTECIPATE